IN ARIZONA
Un uomo che era stato in coma per più di 30 giorni è tornato in vita grazie alloperato di un Ministro Volontario che abitava a migliaia di chilometri di distanza! Ecco il racconto del Ministro Volontario:
Un aspetto di una trattativa daffari in cui ero impegnato comportava il mettersi in contatto con una donna che lavorava con molti impresari e società cinematografiche tra cui la Disney, Sesame Street e altre. Mi era stato detto che si trovava in un hotel in Arizona. Si trovava in quellhotel perché era di fronte ad un ospedale in cui suo padre era ricoverato. Era in coma da più di 30 giorni.
Persino prima di parlarle (Sheelah), avevo deciso che avrei fatto qualcosa per suo padre malgrado mi trovassi dallaltra parte del paese. Sheelah sedeva nella sua stanza dhotel in attesa della mia telefonata. Mi presentai, parlammo e concludemmo la trattativa daffari. Poi le dissi che avevo sentito di suo padre e della pena che stava vivendo. Gli chiesi della sua condizione e delle circostanze che lo avevano portato al ricovero in ospedale.
Mi disse che aveva avuto un collasso a causa di un aneurisma nella sua gamba mentre giocava a golf con lei. Era stato portato durgenza al più vicino ospedale. Invece di una o due ore di intervento chirurgico, era rimasto sotto i ferri per più di 11 ore. Tutto quello che i dottori avevano fatto sembrava essere sbagliato. Entrò in coma, con tanto di cannette ovunque, ed era in quella condizione da un mese. Ad un certo punto i dottori stavano prendendo in considerazione lidea di amputargli entrambe le gambe come soluzione! Venne spostato in una struttura più grande e ora era lì disteso con tanto di apparecchiature per tenerlo in vita.
Aggrappandosi alla sola speranza, Sheelah e sua madre continuarono a vegliare 24 ore su 24, senza mai lasciarlo solo ma piuttosto riposando su una sedia nella sua stanza. Aiutarono le infermiere e i dottori in un tentativo di cambiare la sua condizione ma a quel punto avevano tutti abbandonato lidea che si riprendesse.
Le dissi che ero un Ministro Volontario e che lavrei aiutata a risolvere la situazione con suo padre. Le dissi di prendere un blocchetto di carta e una penna. Le feci scrivere alla lettera i materiali che le leggevo, presi dal capitolo delle assistenze de Il Manuale di Scientology. Le spiegai che le avrei insegnato come fare le assistenze affinché lei potesse darle a suo padre. Dopo due ore di spiegazioni al telefono disse che era pronta e, su di giri, andò allospedale per aiutare suo padre.
Alle due del pomeriggio ricevetti una telefonata da Sheelah che con voce incredula ed eccitata mi disse: Mio padre è uscito dal coma e non solo è fuori dal coma, ma è in grado di parlare a chiunque! Parlando velocemente mi disse: È stato in grado di aprire i suoi occhi dopo solo due minuti di assistenza! Non appena si riprese si guardò attorno e mi trovò a guardarlo con sorpresa. Guardandomi dritto negli occhi disse: Sheelah, ti voglio bene. E io sono quasi svenuta.
Non poteva credere a quello che era successo e stava piangendo dalla gioia mentre mi raccontava la storia, ringraziandomi per Scientology, qualunque cosa fosse, perché aveva funzionato.
Poco dopo che suo padre era uscito dal coma, il suo miglior amico, che giornalmente andava a visitarlo per affezione, entrò nella stanza. Suo padre lo riconobbe immediatamente e urlò: Don! Come diavolo stai?
Uninfermiera venne di corsa nella stanza per via di tutto quel trambusto e preoccupata per via del rumore. Lui la guardò e disse: E tu chi sei? Questo era indicativo poiché i neurologi continuavano a dire che probabilmente cerano dei danni al cervello per via delle undici ore di intervento chirurgico. No, al contrario! Egli riconosceva noi e non riconosceva le persone estranee, ad esempio linfermiera.
Il neurologo venne dopo aver ricevuto rapporto che lui era uscito dal coma e con un tono di voce un po troppo alto chiese se sapesse dove si trovava. La sua risposta al neurologo fu: So dove mi trovo e non sono mica sordo.
Ora tutto quello che Sheelah desidera è di saperne di più su Scientology. Mi complimentai con lei per aver dato una perfetta assistenza. Il padre di Sheelah se la sta passando magnificamente e lo stesso vale per lei!
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